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La nostra prima caratteristica?
Un Approccio Olistico

Chi è il vignaio olistico? – Il vignaiolo olistico vede la vigna come una piccola parte di un più ampio ecosistema dentro il quale ogni elemento vive in simbiosi ed armonia con l’altro. Per essere vignaio olistico, ho scelto Pozzol Groppo, un piccolo paese rurale sull’Appennino tortonese perché inserito in un contesto di rara incontaminazione, che mi permette di prendermi cura di tutti gli elementi che compongono l’ecosistema: non solo la flora e la fauna ma anche aria, terra e acqua, rispettando la biodiversità.

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Saper Aspettare

Il vino non
ha fretta

Saper aspettare l’esatto momento per cogliere il frutto, per spremerlo, per decidere quando e come trasformarlo in mosto prima, ed in vino poi. Vigilare sulle condizioni nelle quali, per lungo tempo, il vino matura e si affina fino a diventare uno dei nostri vini, chiedendoci lui, a questo punto, di entrare nella bottiglia e di lasciare i luoghi nei quali é nato e cresciuto, pronto per incontrare il mondo.

“Non nasco vignaiolo ma per scelta è diventata la mia vita.
Dalla frenesia dei tempi moderni nella quale sono cresciuto e dove mi sono formato, ho imparato quanto sia fondamentale per un vignaiolo saper osservare, attendere vigilando con attenzione tutto ciò che ci circonda: la natura”

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Uva selezionata
con cura

bruma dautunno home
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Nel progettare l’insediamento nostro e delle viti, ho tenuto conto di tutto ciò che era preesistente e, seppur modificandone l’assetto per dare spazio alle vigne e alla cantina, ho avuto cura di favorire il ritorno di un ecosistema il più vicino possibile a quello precedente, favorendo e incoraggiando il ritorno di specie animali e vegetali indigene che oggi costituiscono il patrimonio di biodiversità dal quale discende la micro biodiversità, il vero lusso di un ecosistema forte ed equilibrato.

Per preservare e curare l’ecosistema del vigneto, solo quando strettamente necessario intervengo applicando in maniera molto oculata le soluzioni consentite dal disciplinare biologico. Infatti, la mia priorità è comunque permettere alla natura di trovare il suo equilibrio da sola. In cantina oltre a seguire rigidamente il protocollo biologico, per scelta le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni e l’ uso dei solfiti avviene solamente in fase d’imbottigliamento e in quantità minime. L’attenzione rivolta verso il contenimento dell’impatto ambientale in termini non solo paesaggistici, ma anche di riduzione delle contaminazioni del vigneto e lo sfruttamento di fonti rinnovabili sono testimoniate dal riconoscimento GreenCare.

Le erbe spontanee presenti tra le vigne incoraggiano le specie animali indigene ad abitare fra le viti contribuendo loro stessi alla fertilità e all’equilibrio dell’ecosistema. Con essi condividiamo l’ambiente traendone reciproci vantaggi. I nostri vini vengono prodotti con processi che escludono l’utilizzo di qualsiasi sostanza di origine animale, anche nel materiale d’imballaggio.
I nostri vini vengono prodotti con processi che escludano l’utilizzo di qualsiasi sostanza di origine animale, anche nel materiale d’imballaggio.

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